Satelliti

Planet earth, universe - 2020

Satellites, is the representation of my gaze on the pandermia in progress, an attention focused on the capacity that this historical situation has - more or less conscious - to magnify our fears of the unknown and at the same time to test ourselves in the face of the tangible decomposition of freedom that we have lived up to now.
The link between small and large, between visible and invisible has become a link that has us somewhat resized, reminding us of our infinite fragility. The corpus of the work
it is therefore represented as a labyrinth within a labyrinth, a mosaic of memories, a story rhizomatic of our feeling like satellites in a world that we find it increasingly difficult to achieve to recognize and that puts us to measure the distances that for many become light years.

Satelliti, è la rappresentazione del mio sguardo sulla pandermia in corso, un’attenzione focalizzata verso la capacità che questa situazione storica ha - in maniera più o meno cosciente - di magnificare le nostre paure verso l’ignoto e al contempo di metterci alla prova davanti alla tangibile scomposizione della libertà che fin’ora abbiamo vissuto.
Il legame tra piccolo e grande, tra visibile e invisibile è diventato un collegamento che ci ha in qualche modo ridimensionato, ricordandoci la nostra infinita fragilità.
Il corpus dell’opera si rappresenta quindi come un labirinto nel labirinto, un mosaico di memorie, un racconto rizomatico del nostro sentirci satelliti in un mondo che facciamo sempre più difficoltà a riconoscere e che ci pone a misurare le distanze che per molti diventano anni luce.

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